Ricevo questo da un amico, Massimiliano Scorza. Mi sembra giusto pubblicarlo!
Può passare il tempo.
Ripenso a Simutenkov che si butta in area, al braccio teso di Trentalange. A quel rigore davanti a noi. Ripenso al “ragazzino”Montella che a suon di gol ci aveva quasi salvato. Ripenso al tentativodi risalita numero 1, demolito ad un passo dal traguardo dai colpi di Atalanta e Napoli. Poi, tentativo di risalita numero 2, spazzato via nel ferro di Piacenza dopo un girone di ritorno in rimonta costante.
Poi l’incubo di una fidejussione che non arriva, un estate in bilico tra la B e il nulla, quando la B era un successo e non un inferno. Ripenso al 2002, a Flachi in rovesciata sotto la sud, a Samp-Crotone 0-2 e Conte col Messina che spacca la porta di testa. E poi Flachi per il gol della tranquillità, e ancora Flachi con il Como che è già in A.
E noi siamo ancora in B, salvi e felici.
Ricordo che sentivamo il momento, l’aria che cambia. Garrone al raduno, la ballerina malata e giù applausi. Estate 2002, la corazzata è pronta. A Settembre il Lecce va giù 4-2 sotto i colpi di Bazzani. Quella partita è il segnale. A Marassi vanno giù quasi tutte…torniamo in A passeggiando sugli avversari. Siamo 100 mila invia Venti, un altro anno è transitato sotto i ponti del Bisagno. Genova è di nuova in serie A. Ultimi ad abbandonarla, primi a riconquistarla, siamo noi, solo noi, quelli che vanno in A e il grifone piangerà. Siamo noi e a inizio primavera siamo salvi, facciamo un pensiero all’Europa ma è ancora presto. Ottavo Posto. Le rovesciate di Francesco. Il 3 a 3 a Perugia con Flachi che si arrampica sulla grata insieme a uno di noi.
La parte sinistra della classifica. Passano i cadaveri di calciopoli e l’anno dopo lottiamo per la Champions. Il sogno si infrange contro 7 pali, ma Genova torna in Europa. Ricordo Setubal, 1-1, loro pareggiano con un tiro da fuori. E’ il nostro destino. Si va avanti fino a Lens, fino al 91esimo di Lens. E’ dicembre, buon Natalens dicono quelli che vivono sulle sconfitte altrui. Ricordo poi l’anno horribilis, 13 partite senza vittorie, mai a rischio retrocessione.. ma che pena. Ricordo Flachi squalificato, un eterno amore mai infranto. Ma quell’anno c’è Quagliarella che segna da tutte le posizioni e poi va via. Dicono che nonsappiamo tenere i campioni…non riescono a finire la frase ed ecco Antonio Cassano in maglia blucerchiata. Sembra un sogno, è realtà. Coi piedi e con la testa fa quello che vuole. Ricordo il suo primo gola Marassi, con l’Atalanta. E il suo primo derby da titolare…sopra i suoi assist voliamo di nuovo verso l’Europa. Ora i ricordi si mischiano…il partitone col Siviglia e il colpo Pazzini…dopo 15 anni rigiochiamo una finale e la coppa va a quelli che giocano in casa. Il giorno dopo tutti dicono che abbiamo già venduto mezza squadra.
Restano tutti e si aggiungono gregari che per un anno si trasformano in Campioni. Ghe Semmu. 19 anni dopo, torniamo lì, per un’estate è tutta una musichetta. Ricordo il sorteggio, ben accolto. La prima fuori. Non conta niente, abbiamo in testa solo il Preliminare che fa godere. Via Del Neri, via Marotta, nessun arrivo, chi se ne frega. Siamo in Champions e la musichetta suona per noi.
Su a Brema sembra già finita, ma è Pazzo il ritorno a Marassi. Ci siamo. Lo stadio si alza, Cassano segna di tacco ed esce sul 3-0. Ghe Semmu. Ricordo la scarica elettrica, viene su dal seggiolino blu e mi fa drizzare i capelli. E’ finita…e invece è notte, le luci gialle di Marassi si attenuano…il cielo è nero e Rosemberg spara nel buio…i supplementari dei preliminari sono solo agonia. Un altro tiro da lontano, un calcio nel culo, dritti un Europa League. Sarà ingloriosa. E non sarà sola nelle disgrazie. Via Cassano, via
Gasparin, via Marilungo, via Pazzini. Tutti insieme, sembra un incubo, è realtà.
E la piccola Samp crolla tra video-spot e scooterate, perde la quinta consecutiva in casa di fronte ad uno stadio da scudetto. Va a Milano sapendo di perdere e perde senza far sudare gli avversari e senzasudare. Oggi saremmo in B. L’unico filo a cui aggrapparsi, un condizionale per 5 partite… due contro le uniche due squadre che hanno fatto peggio di noi. Le altre con squadre che ci vedono come la peste: ad una abbiamo tolto lo scudetto l’anno scorso, ad un’altra abbiamo tolto la qualificazione in Champions, all’altra mettiamo e togliamo il respiratore per l’ossigeno da oltre mezzo secolo, in base ai nostri risultati. Un mese e sapremo.Può passare il tempo, ma siamo sempre noi.
Una cosa va detta: io a Portogruaro ci vado anche, ma se così fosse devono venirci anima e corpo anche i giocatori che indossano la nostra maglia, invece che far finta di giocare come hanno fatto negli ultimi 6 mesi. E se con l’anima e con il corpo riuscissero a invertire la rotta in tempo e farci festeggiare la salvezza, meglio ancora…
FORZA SAMPDORIA AVANTI GRADINATA
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